Il 10 ottobre del 1985 Giorgio Manganelli mi disse qualcosa che non dimenticherò mai. «Tu vuoi la garanzia che sei uno scrittore. La vuoi da me? Non sai che lo scrittore è quell’infelice creatura che non saprà mai se quello che va scrivendo vale o no qualcosa?» E mi ha detto anche: «Ciò che gli scrittori vecchi invidiano agli scrittori giovani è la possibilità di credere che un giorno o l’altro avranno la certezza di essere dei veri scrittori, perché qualcuno li proclamerà tali. Ma chi può proclamarli tali se non i secoli? Solo la resistenza nel tempo oltre la morte fa di uno scrittore uno scrittore».

Rifletto su questo insegnamento e mi chiedo cosa ne penserebbe oggi uno dei tantissimi autori che esordiscono quotidianamente accompagnati da lanci roboanti. Vedo intorno a me persone che già al primo libro o addirittura prima del primo libro si autoproclamano scrittori o altri che non hanno dubbio alcuno sul proprio talento. E mi pare che invece avesse ragione il Manga.

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