{"id":41860,"date":"2024-01-21T12:02:20","date_gmt":"2024-01-21T10:02:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/?p=41860"},"modified":"2024-01-21T12:07:41","modified_gmt":"2024-01-21T10:07:41","slug":"beckett-il-genio-che-spaventa-ilfoglio-20-1-24","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/?p=41860","title":{"rendered":"Beckett, il genio che spaventa (IlFoglio, 20\/1\/24)"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_3575\" aria-describedby=\"caption-attachment-3575\" style=\"width: 279px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/?attachment_id=3575\" rel=\"attachment wp-att-3575\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-3575\" src=\"http:\/\/www.sandrapetrignani.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/images-1.jpeg\" alt=\"\" width=\"279\" height=\"363\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3575\" class=\"wp-caption-text\">Samuel Beckett<\/figcaption><\/figure>\n<p>Samuel Beckett mor\u00ec il 22 dicembre 1989 a ottantaquattro anni non ancora compiuti (era nato nell\u2019aprile del 1906) e fu sepolto al cimitero di Montparnassse, il quartiere parigino dove viveva, accanto alla moglie Suzanne Deschevaux-Dumesnil, morta cinque mesi prima. La sua tomba fu per settimane ricoperta di fiori e biglietti improvvisati in tante lingue diverse del mondo, cinese e giapponese comprese, a testimoniare un amore planetario che pu\u00f2 stupire per uno scrittore schivo, solitario e poco letto quale \u00e8 sempre stato. Ma se non fu mai un eroe dei botteghini, n\u00e9 come autore teatrale n\u00e9 per le scarne vendite dei suoi libri, era per\u00f2 circonfuso di un\u2019aura particolare che le persone avvertivano anche solo contemplandone in fotografia la figura ascetica e i formidabili occhi celesti. \u00abOcchi impassibili, ma luminosissimi e stellari\u00bb li defin\u00ec la pittrice Giosetta Fioroni che da giovane lo conobbe a Parigi rimanendone affascinata, come inevitabilmente accadeva a chi riusciva ad avvicinarlo, donne o uomini che fossero. \u00c8 uno dei paradossi che accompagnano la vita di un autore cui sono state attribuite etichette certo non invoglianti, come \u201ccantore dell\u2019incomunicabilit\u00e0\u201d, e del silenzio e della morte e dell\u2019assurdo, ma che, libero da qualsivoglia ideologia letteraria, si \u00e8 sempre preoccupato unicamente di tradurre in parole il suo personale disagio di essere nato per morire. Parole scarne ed essenziali, questo s\u00ec, e pi\u00f9 procedeva nell\u2019et\u00e0 pi\u00f9 le parole si facevano scarne ed essenziali. Con una coerenza estrema rispetto al suo carattere, in stretta sintonia con ci\u00f2 che intendeva esprimere. Ed \u00e8 questa radicalit\u00e0 a vincere sul tempo che passa, sulle mode che cambiano e persino sulla disaffezione attuale verso scrittori considerati \u201cdifficili\u201d. Ma il vecchio Sam non \u00e8 difficile, \u00e8 inflessibile. E chi arriva a cogliere questo, finisce con l\u2019amarlo sfrenatamente. Come accadde quando, il 19 maggio 1983, la televisione tedesca mand\u00f2 in onda la breve pi\u00e8ce <em>Nacht und Tr\u00e4ume<\/em> modulata sulle ultime sette battute dell\u2019omonimo Lied di Schubert e ispirata con grande probabilit\u00e0 al quadro <em>Orazione nell\u2019orto<\/em> del fiammingo Jan Gossaert che Beckett aveva visto a Berlino rimanendone impressionato. Furono circa due milioni gli spettatori che, altrettanto impressionati, quella notte rimasero incollati allo schermo scuro in cui affioravano in dissolvenza i volti pallidissimi dei protagonisti.<\/p>\n<figure id=\"attachment_41863\" aria-describedby=\"caption-attachment-41863\" style=\"width: 265px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/?attachment_id=41863\" rel=\"attachment wp-att-41863\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-41863\" src=\"http:\/\/www.sandrapetrignani.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/images-1.jpg\" alt=\"\" width=\"265\" height=\"190\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-41863\" class=\"wp-caption-text\">Gabriel Byrne nei panni di Beckett<\/figcaption><\/figure>\n<p>Potrebbe essere un\u2019occasione in pi\u00f9 adesso, per avvicinare uno scrittore tanto sconcertante, il biopic <em>Dance First<\/em>, distribuito dal primo febbraio. In italiano: <em>Prima danza, poi pensa. Scoprendo Beckett<\/em> di James Marsh, con Gabriel Byrne nella parte del protagonista, Sandrine Bonnaire nei panni di Suzanne e Aidan Gillen in quelli di Joyce. Anche se gi\u00e0 il titolo appare una forzatura, una citazione vagamente ribaltata da <em>Aspettando Godot<\/em>. Ma staremo a vedere. Intanto si legge nel lancio pubblicitario: \u00abBeckett rievoca gli eventi salienti della sua vita in un dialogo immaginario con la personificazione della sua coscienza, lasciando emergere i temi e le riflessioni che hanno reso grandi le sue opere. Ne risulta un ritratto poco conosciuto della sua personalit\u00e0: buongustaio, solitario, marito infedele, combattente della Resistenza francese e anche grande amico di James Joyce\u00bb. Il film si apre sulla <em>catastrofica<\/em> notizia del Nobel assegnatogli nel 1969. La comunicazione gli arriv\u00f2 mentre era con Suzanne in vacanza in Tunisia e sembra fosse lei a rispondere al telefono e a reagire alla notizia con un \u201cche catastrofe!\u201d interpretando perfettamente i sentimenti del marito, il quale \u2013 come al solito &#8211; si rifiutava di incontrare i giornalisti. \u00a0J\u00e9r\u00f4me Lindon, l\u2019editore dei suoi libri in Francia per Minuit e suo amico, \u00e8 costretto a precipitarsi in Tunisia all\u2019Hotel Riadh, ormai assediato dai cronisti, e patteggiare con loro: niente interviste, solo qualche fotografia. Sar\u00e0 poi Lindon a ritirare il premio a Stoccolma. Del resto, Sam aveva stabilito con i suoi principali editori, pensiamo all\u2019americano Barney Rosset della Grove o al tedesco Peter Suhrkamp per dirne due, un rapporto particolare di fiducia e amicizia: loro non potevano contare su di lui n\u00e9 per le vendite, sempre poco entusiasmanti, n\u00e9 su nessun tipo di pubblicit\u00e0, ma si sentivano speciali e orgogliosi di essere i suoi editori.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/?attachment_id=41864\" rel=\"attachment wp-att-41864\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-41864 alignleft\" src=\"http:\/\/www.sandrapetrignani.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/978880472646HIG-768x1263-1-182x300.jpg\" alt=\"\" width=\"182\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/978880472646HIG-768x1263-1-182x300.jpg 182w, https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/978880472646HIG-768x1263-1-623x1024.jpg 623w, https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/978880472646HIG-768x1263-1-700x1151.jpg 700w, https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/978880472646HIG-768x1263-1.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 182px) 100vw, 182px\" \/><\/a>Gabriele Frasca, curatore e traduttore del Meridiano dedicato a Samuel Beckett uscito di recente da Mondadori, parla nell\u2019introduzione al volume di \u201cgalassia Beckett\u201d: \u00abPerch\u00e9 nessun autore \u2013 cos\u00ec tanto intransigente nella sua fedelt\u00e0 all\u2019arte \u2013 \u00e8 mai riuscito al pari del nostro a raccogliere in vita intorno alla propria opera lo stesso numero sorprendente di entusiasti editori, e poi registi, attori, funzionari radiotelevisivi, e naturalmente critici, accademici o no. Un vero e proprio miracolo\u00bb. Perch\u00e9 poi, dietro alla sua irriducibile intransigenza, Sam era una persona gentile, affettuosa, attenta a non ferire, presente quando una persona aveva bisogno di aiuto. Le tante lettere che scrisse nella sua vita ne sono la prova. Sono raccolte in quattro volumi a cura di Franca Cavagnoli per l\u2019Adelphi. Gi\u00e0 usciti i primi due, relativi agli anni 1929-1940 e 1941-1956, mentre \u00e8 attualmente in preparazione il terzo: 1957-1965, testimonianza preziosissima di un momento cruciale nella vita dello scrittore che mentre compone opere teatrali fondamentali quale <em>L\u2019ultimo nastro di Krapp<\/em>, <em>Giorni felici<\/em>, <em>Play<\/em> (che sar\u00e0 poi musicata da Philip Glass) ha una grossa gatta da pelare sul piano sentimentale. Fedele non era mai stato, ma era di quelli che riescono a tenere in piedi relazioni parallele senza scontentare nessuno. Solo che, improvvisamente, la sua amante fissa ormai da qualche anno, Barbara Bray, funzionaria della Bbc, vedova e madre di due bambine, decide di trasferirsi da Londra a Parigi. Per stargli pi\u00f9 vicino? Per forzare la situazione e costringerlo a lasciare Suzanne? Nelle lettere Sam s\u2019interroga se rompere con Barbara, ma alla fine trova una soluzione migliore, una soluzione tipica di uomini del suo stampo, che vivono sulla corda, sempre in procinto di precipitare riuscendo a non farlo mai. Far\u00e0 contente entrambe le sue donne: sposer\u00e0 Suzanne, pi\u00f9 vecchia di lui di sette anni, per assicurarle l\u2019eredit\u00e0 dei diritti d\u2019autore nel caso della propria morte e aiuter\u00e0 Barbara a sistemarsi a Parigi continuando la doppia relazione anche pi\u00f9 tranquillamente di prima e per il resto dei suoi giorni. Scontentando tutte e due in realt\u00e0, ma senza rendersene apparentemente conto. E non \u00e8 un caso di certo che in <em>Giorni felici<\/em> ci sia una coppia: Winnie, interrata fino alla cintola e poi fino al collo in una montagnola di terra accanto al marito, il taciturno Willie, e lei non fa che parlare ottenendo da lui, intento a leggere il giornale, rare risposte distratte che non sono vere risposte, ma interlocuzioni rapidissime, punti interrogativi, grugniti. \u00c8 questo il ritratto di una coppia felice secondo Beckett?<\/p>\n<figure id=\"attachment_41865\" aria-describedby=\"caption-attachment-41865\" style=\"width: 275px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/?attachment_id=41865\" rel=\"attachment wp-att-41865\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-41865 size-full\" src=\"http:\/\/www.sandrapetrignani.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/images.jpg\" alt=\"\" width=\"275\" height=\"183\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-41865\" class=\"wp-caption-text\">Beckett regista<\/figcaption><\/figure>\n<p>La famosissima commedia \u00e8 naturalmente compresa nella scelta di Frasca per il Meridiano. Il titolo <em>Romanzi, teatro e televisione<\/em> indica quanto al curatore interessi l\u2019impegno multimediale dello scrittore irlandese che trovava radio e televisione, e anche il cinema una volta \u2013 con <em>Film<\/em> del 1965, interpretato da uno strepitoso Buster Keaton \u2013 congeniale alla propria espressivit\u00e0 visiva e sonora. Con <em>Quad<\/em> del 1981, \u201cpi\u00e8ce per quattro interpreti, luci e percussioni\u201d, arriva ad abolire le parole per sostituirle con un complesso congegno di movimenti degli attori in scena, costretti camminando a disegnare un quadrato e le sue traiettorie interne, mentre fanno vibrare ognuno uno strumento: un tamburo, un gong, un triangolo, un woodblock. E se dalla scelta di Gabriele Frasca mancano i saggi (persino il famoso <em>Proust<\/em> della giovinezza) e mancano alcuni testi forse non proprio minori e manca interamente la poesia, un testo poetico c\u2019\u00e8 a chiudere il libro, perch\u00e9 cronologicamente ultimo. Si tratta di <em>Comment dire<\/em> (in inglese, per volere dello stesso autore, <em>What Is the Word<\/em>) in cui Sam si interroga ancora e sempre: \u00ab\u2026qual \u00e8 la parola &#8211; \/ vedere &#8211; \/ intravedere \/ credere d\u2019intravedere &#8211; \/ voler credere d\u2019intravedere\u2026\u00bb<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/?attachment_id=41871\" rel=\"attachment wp-att-41871\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-41871 alignleft\" src=\"http:\/\/www.sandrapetrignani.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/i__id9872_mw1000__1x-191x300.jpg\" alt=\"\" width=\"191\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/i__id9872_mw1000__1x-191x300.jpg 191w, https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/i__id9872_mw1000__1x-651x1024.jpg 651w, https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/i__id9872_mw1000__1x-768x1207.jpg 768w, https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/i__id9872_mw1000__1x-977x1536.jpg 977w, https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/i__id9872_mw1000__1x-700x1100.jpg 700w, https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/i__id9872_mw1000__1x.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 191px) 100vw, 191px\" \/><\/a>E certo non \u00e8 stato un lavoro semplice nemmeno la ritraduzione, dello stesso curatore, beckettiano della prima ora, di tutti i testi compresi nel Meridiano che vanno dai romanzi alle pi\u00f9 famose opere teatrali da <em>Murphy<\/em> all\u2019<em>Innominabile<\/em>, da <em>Aspettando Godot<\/em> a <em>L\u2019ultimo nastro di Krapp<\/em> a tanti testi brevi e brevissimi. Beckett aveva studiato lingue al Trinity College di Dublino. Sapeva perfettamente il francese, e infatti decise a un certo punto di rinunciare all\u2019inglese per il francese in parte per complicarsi la vita misurandosi con una lingua non perfettamente padroneggiata, almeno all\u2019inizio, ma soprattutto \u2013 e ancora una volta \u2013 per la stretta relazione in cui metteva letteratura e vita. In Francia, durante la guerra, si era impegnato nella Resistenza (e ne avrebbe avuto anche una medaglia). Scrive Frasca: \u201cEleggendo per la propria opera il francese a guerra conclusa, Beckett ha scelto in verit\u00e0 di dare seguito alla lingua del suo impegno, intellettuale e politico. La \u2018frenesia di scrivere\u2019 che lo colse fu allora quasi una reazione immunitaria scatenata dalla lingua fraterna che gli aveva infettato la propria, e che lo avrebbe condotto, come ha ribadito Maurice Blanchot, \u2018oltre i limiti della letteratura\u2019 \u201d.<\/p>\n<p>Ma Sam non conosceva solo il francese. Leggeva l\u2019adorato Dante in italiano, parlava il tedesco, se n\u2019intendeva anche di spagnolo, studiato da autodidatta. Quando un suo testo composto in francese doveva uscire in Inghilterra se ne occupava in prima persona. Ma in inglese l\u2019opera non restava la stessa, perch\u00e9 la tentazione di riscrivere era troppo forte. E un traduttore che fa? Salta da una lingua all\u2019altra, assimila, sceglie, interpreta\u2026 E quando si trattava di un testo teatrale, c\u2019era da impazzire. Beckett partecipava al lavoro di messinscena, arrivando a un certo punto a occuparsi lui stesso della regia. Naturalmente nel passaggio dalla pagina al palcoscenico, il testo veniva rivisto, corretto, riscritto. Quale sar\u00e0 allora la versione definitiva? La prima, le successive? Se si sfoglia l\u2019interessante <em>Quaderni di regia e testi riveduti<\/em> (relativi a <em>Aspettando Godot<\/em> e curato da Luca Scarlini per Cuepress nel 2021) si ha l\u2019idea precisa e vertiginosa di come Beckett lavorasse sulle sue creazioni. Era preciso, maniacale, spesso indeciso. Torna e ritorna su un particolare, cambia, ripristina, cambia di nuovo, per riposizionarsi, magari, al punto di partenza. \u00c8 attento a ogni piccolo gesto dei personaggi in scena, alle luci e alle ombre che dovranno investirli. Coglie il dettaglio come dovesse ritagliarne ogni volta i contorni dentro un\u2019inquadratura. Come scrive James Knowlson nell\u2019introduzione a questi <em>Quaderni<\/em>, la struttura letteraria di Beckett \u00e8 sempre <em>poetica<\/em>, \u00abcostruita sui principi di eco, equilibrio, ritmo\u00bb. Knowlson fu amico di Sam per pi\u00f9 di vent\u2019anni e ne divenne l\u2019unico biografo autorizzato pubblicando qualche anno dopo la sua morte il bellissimo ritratto <em>Damned to Fame<\/em>, una biografia che in italiano fu tradotta da Einaudi, ormai disponibile solo su ebay. Condannato alla celebrit\u00e0 s\u00ec, mentre non chiedeva altro che di essere lasciato in pace fra le sue parole finali e i suoi fantasmi, magari ad annotare <em>il dialogo fra Estragone e Vladimiro come fosse una poesia: \u00abTutte le voci morte.<\/em><em>\/ <\/em><em>Che fanno un rumore d\u2019ali.\/<\/em> <em>Di foglie.<\/em><em>\/ <\/em><em>Di sabbia.<\/em><em>\/ <\/em><em>Di foglie. Silenzio<\/em><em>. Parlano tutti insieme. \/ Ognuno a s\u00e9 stesso. Silenzio<\/em><em>. Secondo me sussurrano. \/ Frusciano. \/ Mormorano\/ Frusciano\u00bb.<\/em><\/p>\n<figure id=\"attachment_41867\" aria-describedby=\"caption-attachment-41867\" style=\"width: 275px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/?attachment_id=41867\" rel=\"attachment wp-att-41867\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-41867 \" src=\"http:\/\/www.sandrapetrignani.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/download.jpg\" alt=\"\" width=\"275\" height=\"259\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-41867\" class=\"wp-caption-text\">In una rara foto con la moglie Suzanne<\/figcaption><\/figure>\n<p>Chi si avvicinasse a Beckett per la prima volta potrebbe, dopo tali premesse, allontanarsene subito spaventato. Ma un altro dei paradossi di questo scrittore unico e irripetibile \u00e8 di non essere minimamente intellettuale e di riuscire &#8211; nella cancellazione di trame tradizionali e nella riduzione all\u2019osso del comunicabile &#8211; a dire tutto l\u2019essenziale con un pathos, una disperazione, una radicalit\u00e0 estreme che per loro intima natura, inevitabilmente, spesso, invadono il terreno del comico. Leggerlo \u00e8 un\u2019esperienza dello spirito, pi\u00f9 che della mente. Senza significati reconditi, senza simbologie o rimandi ad altro che non sia il qui e ora della parola scelta. \u00abSimboli non ci sono dove non c\u2019\u00e8 intenzione\u00bb \u00e8 la frase finale di <em>Watt<\/em>. E in<em> Worstward Ho<\/em>: \u00abDire un corpo. In cui niente. Niente mente. In cui niente. Almeno questo. Un luogo. In cui niente. Per il corpo. Per esservi. Per muovervisi. Andarne. Tornarne. No. Niente andate. Niente ritorni. Solo esservi. Restarvi. Ancora. Fermo\u00bb.<\/p>\n<p>Il miracolo poi \u00e8 che tanta immobilit\u00e0 ottenga nel lettore e nello spettatore sensibili una risposta emotiva forte, davvero come in una danza (e qui riabilitiamo il titolo del film in arrivo) o come riesce a suscitare soltanto la musica oppure l\u2019uso originale della lingua. La lingua di cui gi\u00e0 nel 1937 scriveva a un amico: \u00abScavarci dentro un buco dopo l\u2019altro finch\u00e9 ci\u00f2 che vi sta acquattato dietro, che sia qualcosa oppure niente, non comincia a filtrare \u2013 per lo scrittore di oggi non so immaginare un fine pi\u00f9 alto. Oppure la letteratura deve restare indietro da sola lungo il vecchio e fetido cammino abbandonato ormai da tempo da musica e pittura?\u00bb Aveva trent\u2019anni e gi\u00e0 chiara la linea che avrebbe dato al suo lavoro, sulle orme di Joyce in un primo momento, ma per distaccarsene radicalmente e diventare soltanto s\u00e9 stesso.<\/p>\n<p>Si trova in rete un raro filmato amatoriale che gli \u00e8 stato rubato a Berlino nel 1969. Lo si vede procedere dondolante sulle lunghe gambe, chiedere informazioni per strada, leggere il giornale seduto al bar avvicinando molto le pagine agli occhi in un modo buffo da miope, accompagnarsi sorridente e ciarliero a una giovane donna piccola e bruna, Barbara forse, o una delle tante che corteggiava e a cui non sapeva resistere. \u00c8 un uomo qualsiasi, leggero, persino felice di vivere, di passeggiare, di sorridere. Un Beckett umano dentro la divinit\u00e0 austera che si tramanda.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"synved-social-container synved-social-container-share\" style=\"text-align: center\"><a class=\"synved-social-button synved-social-button-share synved-social-size-24 synved-social-resolution-normal synved-social-provider-facebook nolightbox\" data-provider=\"facebook\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"Condividi su Facebook\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.sandrapetrignani.it%2Findex.php%3Frest_route%3D%252Fwp%252Fv2%252Fposts%252F41860&#038;t=Beckett%2C%20il%20genio%20che%20spaventa%20%28IlFoglio%2C%2020%2F1%2F24%29&#038;s=100&#038;p&#091;url&#093;=https%3A%2F%2Fwww.sandrapetrignani.it%2Findex.php%3Frest_route%3D%252Fwp%252Fv2%252Fposts%252F41860&#038;p&#091;images&#093;&#091;0&#093;=https%3A%2F%2Fwww.sandrapetrignani.it%2Fwp-content%2Fuploads%2F2014%2F10%2Fimages-1.jpeg&#038;p&#091;title&#093;=Beckett%2C%20il%20genio%20che%20spaventa%20%28IlFoglio%2C%2020%2F1%2F24%29\" style=\"font-size: 0px; width:24px;height:24px;margin:0;margin-bottom:5px;margin-right:5px;\"><img alt=\"Facebook\" title=\"Condividi su Facebook\" class=\"synved-share-image synved-social-image synved-social-image-share\" width=\"24\" height=\"24\" style=\"display: inline; width:24px;height:24px; margin: 0; padding: 0; border: none; box-shadow: none;\" src=\"https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/social\/regular\/24x24\/facebook.png\" \/><\/a><a class=\"synved-social-button synved-social-button-share synved-social-size-24 synved-social-resolution-normal synved-social-provider-twitter nolightbox\" data-provider=\"twitter\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"Condividi su Twitter\" href=\"https:\/\/twitter.com\/intent\/tweet?url=https%3A%2F%2Fwww.sandrapetrignani.it%2Findex.php%3Frest_route%3D%252Fwp%252Fv2%252Fposts%252F41860&#038;text=Condividi\" style=\"font-size: 0px; width:24px;height:24px;margin:0;margin-bottom:5px;margin-right:5px;\"><img alt=\"twitter\" title=\"Condividi su Twitter\" class=\"synved-share-image synved-social-image synved-social-image-share\" width=\"24\" height=\"24\" style=\"display: inline; width:24px;height:24px; margin: 0; padding: 0; border: none; box-shadow: none;\" src=\"https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/social\/regular\/24x24\/twitter.png\" \/><\/a><a class=\"synved-social-button synved-social-button-share synved-social-size-24 synved-social-resolution-normal synved-social-provider-mail nolightbox\" data-provider=\"mail\" rel=\"nofollow\" title=\"Condividi via Email\" href=\"mailto:?subject=Beckett%2C%20il%20genio%20che%20spaventa%20%28IlFoglio%2C%2020%2F1%2F24%29&#038;body=Condividi:%20https%3A%2F%2Fwww.sandrapetrignani.it%2Findex.php%3Frest_route%3D%252Fwp%252Fv2%252Fposts%252F41860\" style=\"font-size: 0px; width:24px;height:24px;margin:0;margin-bottom:5px;\"><img alt=\"mail\" title=\"Condividi via Email\" class=\"synved-share-image synved-social-image synved-social-image-share\" width=\"24\" height=\"24\" style=\"display: inline; width:24px;height:24px; margin: 0; padding: 0; border: none; box-shadow: none;\" src=\"https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/social\/regular\/24x24\/mail.png\" \/><\/a><a class=\"synved-social-button synved-social-button-share synved-social-size-24 synved-social-resolution-hidef synved-social-provider-facebook nolightbox\" data-provider=\"facebook\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"Condividi su Facebook\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.sandrapetrignani.it%2Findex.php%3Frest_route%3D%252Fwp%252Fv2%252Fposts%252F41860&#038;t=Beckett%2C%20il%20genio%20che%20spaventa%20%28IlFoglio%2C%2020%2F1%2F24%29&#038;s=100&#038;p&#091;url&#093;=https%3A%2F%2Fwww.sandrapetrignani.it%2Findex.php%3Frest_route%3D%252Fwp%252Fv2%252Fposts%252F41860&#038;p&#091;images&#093;&#091;0&#093;=https%3A%2F%2Fwww.sandrapetrignani.it%2Fwp-content%2Fuploads%2F2014%2F10%2Fimages-1.jpeg&#038;p&#091;title&#093;=Beckett%2C%20il%20genio%20che%20spaventa%20%28IlFoglio%2C%2020%2F1%2F24%29\" style=\"font-size: 0px; width:24px;height:24px;margin:0;margin-bottom:5px;margin-right:5px;\"><img alt=\"Facebook\" title=\"Condividi su Facebook\" class=\"synved-share-image synved-social-image synved-social-image-share\" width=\"24\" height=\"24\" style=\"display: inline; width:24px;height:24px; margin: 0; padding: 0; border: none; box-shadow: none;\" src=\"https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/social\/regular\/48x48\/facebook.png\" \/><\/a><a class=\"synved-social-button synved-social-button-share synved-social-size-24 synved-social-resolution-hidef synved-social-provider-twitter nolightbox\" data-provider=\"twitter\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"Condividi su Twitter\" href=\"https:\/\/twitter.com\/intent\/tweet?url=https%3A%2F%2Fwww.sandrapetrignani.it%2Findex.php%3Frest_route%3D%252Fwp%252Fv2%252Fposts%252F41860&#038;text=Condividi\" style=\"font-size: 0px; width:24px;height:24px;margin:0;margin-bottom:5px;margin-right:5px;\"><img alt=\"twitter\" title=\"Condividi su Twitter\" class=\"synved-share-image synved-social-image synved-social-image-share\" width=\"24\" height=\"24\" style=\"display: inline; width:24px;height:24px; margin: 0; padding: 0; border: none; box-shadow: none;\" src=\"https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/social\/regular\/48x48\/twitter.png\" \/><\/a><a class=\"synved-social-button synved-social-button-share synved-social-size-24 synved-social-resolution-hidef synved-social-provider-mail nolightbox\" data-provider=\"mail\" rel=\"nofollow\" title=\"Condividi via Email\" href=\"mailto:?subject=Beckett%2C%20il%20genio%20che%20spaventa%20%28IlFoglio%2C%2020%2F1%2F24%29&#038;body=Condividi:%20https%3A%2F%2Fwww.sandrapetrignani.it%2Findex.php%3Frest_route%3D%252Fwp%252Fv2%252Fposts%252F41860\" style=\"font-size: 0px; width:24px;height:24px;margin:0;margin-bottom:5px;\"><img alt=\"mail\" title=\"Condividi via Email\" class=\"synved-share-image synved-social-image synved-social-image-share\" width=\"24\" height=\"24\" style=\"display: inline; width:24px;height:24px; margin: 0; padding: 0; border: none; box-shadow: none;\" src=\"https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/social\/regular\/48x48\/mail.png\" \/><\/a><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Samuel Beckett mor\u00ec il 22 dicembre 1989 a ottantaquattro anni non ancora compiuti (era nato nell\u2019aprile del 1906) e fu [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3575,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"site-sidebar-layout":"default","site-content-layout":"","ast-site-content-layout":"default","site-content-style":"default","site-sidebar-style":"default","ast-global-header-display":"","ast-banner-title-visibility":"","ast-main-header-display":"","ast-hfb-above-header-display":"","ast-hfb-below-header-display":"","ast-hfb-mobile-header-display":"","site-post-title":"","ast-breadcrumbs-content":"","ast-featured-img":"","footer-sml-layout":"","ast-disable-related-posts":"","theme-transparent-header-meta":"","adv-header-id-meta":"","stick-header-meta":"","header-above-stick-meta":"","header-main-stick-meta":"","header-below-stick-meta":"","astra-migrate-meta-layouts":"default","ast-page-background-enabled":"default","ast-page-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"ast-content-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}}},"categories":[5],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41860"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=41860"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41860\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3575"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=41860"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=41860"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=41860"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}