{"id":41996,"date":"2024-06-15T11:58:31","date_gmt":"2024-06-15T09:58:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/?p=41996"},"modified":"2024-06-15T11:58:49","modified_gmt":"2024-06-15T09:58:49","slug":"generazione-hardy-il-foglio-15-6-24","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/?p=41996","title":{"rendered":"Generazione Hardy (Il Foglio 15\/6\/24)"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_41997\" aria-describedby=\"caption-attachment-41997\" style=\"width: 242px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/?attachment_id=41997\" rel=\"attachment wp-att-41997\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-41997\" src=\"http:\/\/www.sandrapetrignani.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/images-5.jpg\" alt=\"\" width=\"242\" height=\"357\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-41997\" class=\"wp-caption-text\">Fran\u00e7oise Hardy ai tempi del suo esordio<\/figcaption><\/figure>\n<p>\u00c8 il 28 ottobre del 1962, i francesi guardano in televisione i risultati del referendum voluto da De Gaulle che decider\u00e0 l\u2019elezione a suffragio universale del presidente della Repubblica. A interrompere l\u2019attesa dello scrutinio passano spezzoni di trasmissioni musicali. Ed ecco, su una giostra piena di vento che solleva le gonne a ragazze dalle chiome cotonate, compare una parigina di diciotto anni, si chiama Fran\u00e7oise Hardy, capelli castani lisci lisci con una grande frangia, labbra carnose nel viso scavato, un\u2019espressione malinconica e imbronciata. Canta un testo scritto da lei, <em>Tous le gar\u00e7ons e le filles de mon \u00e2ge<\/em>. Si lamenta che i ragazzi e le ragazze della sua et\u00e0 \u201channo tutti qualcuno d\u2019amar\u201d, se ne vanno mano nella mano e fanno progetti per un futuro insieme, e invece lei no, lei \u00e8 \u201cun\u2019anima in pena\u201d sempre sola, ed \u00e8 tanto triste \u201crestare da soli cos\u00ec\u201d. La generazione y\u00e9-y\u00e9 mostra il suo lato fragile su un ritmo di valzer che non ha nulla di pop, ma diventa subito un successo strepitoso, e presto rimbalzer\u00e0 anche altrove e il pop lo reinventer\u00e0 a modo suo. Del resto Fran\u00e7oise, che suona bene la chitarra, ha fatto buone scuole e conosce le lingue, canter\u00e0 quel testo in tedesco, inglese, spagnolo e italiano con la sua voce dolce e innocentemente seduttiva che non teme di mostrarsi romantica e, almeno temporaneamente, sconfitta sul piano dei sentimenti. Perch\u00e9 la donna nuova, capace di scrollarsi di dosso vecchi stereotipi, \u00e8 gi\u00e0 nata e non si vergogna di avere ancora un piede nell\u2019infanzia, un altro in una perenne adolescenza e la testa pronta a sognare tutti i sogni possibili, come insegnava Susan Sontag in\u00a0<em>Notes on \u201cCamp\u201d<\/em>\u00a0del 1964, e per <em>camp<\/em> intendeva &#8220;un tipo di sensibilit\u00e0 che si traduce in amore per l\u2019innaturale, l\u2019artificio, l\u2019eccesso&#8221;.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/?attachment_id=41998\" rel=\"attachment wp-att-41998\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-41998 alignright\" src=\"http:\/\/www.sandrapetrignani.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/images-2.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"252\" \/><\/a>L\u2019apripista era stata BB. Simone de Beauvoir l\u2019aveva detto nel \u201860 nel saggio\u00a0<em>Brigitte Bardot e la sindrome di Lolita<\/em>, in cui analizzava il portato rivoluzionario e il naturale femminismo dell\u2019attrice francese col suo rompere gli stereotipi e mostrarsi eccessiva, libera, persino un po\u2019 crudele verso l\u2019altro sesso. Fran\u00e7oise Hardy per\u00f2 \u00e8 eccessiva in senso inverso, naturale, timida, sicuramente infantile e in pi\u00f9 ha il fisico del futuro, alta e magra come una modella, spigolosa nel corpo e nel carattere, vagamente androgina. L\u2019anno successivo a quella sua fortunata canzone, Mary Quant impone la minigonna e lei pu\u00f2 sfoggiarla senza problemi su due gambe perfette, lunghe come pertiche, mentre scala le classifiche anche in Italia con un\u2019altra indimenticabile canzone, <em>Le temps de l\u2019amour<\/em>: \u201c\u00c8 l\u2019et\u00e0 dell\u2019amor, l\u2019et\u00e0 degli amici e dell\u2019avventura. Le ferite d\u2019amor non durano che soltanto una sera\u2026\u201d, perch\u00e9 \u201ca vent\u2019anni si \u00e8 il re di tutto il mondo\u201d. Altri tempi, tempi in cui la giovinezza era sentita come un valore anche sociale, capace di scardinare gli schemi e imporre nuovi stili di vita. Il mondo sembrava davvero appartenere ai giovani lanciati verso il maggio del \u201968, la sconfitta della mentalit\u00e0 borghese dei genitori, la guerra agli abiti firmati e alle convenzioni del benessere, bastano i jeans e una maglietta, si divide l\u2019affitto in disordinatissime \u201ccomuni\u201d, si viaggia gratis in autostop. La vita affettiva diventa un guazzabuglio di contraddizioni, ma non fa niente, perch\u00e9 l\u2019importante \u00e8 innamorarsi e innamorarsi e innamorarsi<\/p>\n<figure id=\"attachment_41999\" aria-describedby=\"caption-attachment-41999\" style=\"width: 183px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/?attachment_id=41999\" rel=\"attachment wp-att-41999\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-41999\" src=\"http:\/\/www.sandrapetrignani.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/download-2.jpg\" alt=\"\" width=\"183\" height=\"275\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-41999\" class=\"wp-caption-text\">Con Jane Birkin<\/figcaption><\/figure>\n<p>Fran\u00e7oise non \u00e8 sola a incarnare nello show-business la nuova femminilit\u00e0 che avanza, prove generali di femminismo anni \u201870: c\u2019\u00e8 la magrissima Twiggy, e la geniale Marianne Faithfull, a lungo vittima della droga ma sempre capace di reinventarsi, e la splendida indossatrice Jean Shrimpton, detta Gamberetto, che presto, coerente con i tempi, rinuncer\u00e0 alla notoriet\u00e0 e alla ricchezza per ritirarsi col marito fotografo a gestire un suo albergo in Cornovaglia. Ed \u00e8 ancora l\u00ec, incurante di invecchiare e coi capelli bianchi, splendida ultraottantenne. E la spensierata reginetta dello y\u00e9-y\u00e9, Sylvie Vartan, compagna del burrascoso Johnny Halliday, di origini bulgare e madre adottiva di una bambina bulgara. Se n\u2019\u00e8 andata l\u2019anno scorso, invece, un\u2019altra eroina del nuovo disordine amoroso, Jane Birkin, che dopo gli scandali della giovinezza aveva trovato una sua seria statura professionale come attrice e come cantante. Fran\u00e7oise Hardy di scandali non aveva bisogno. La centralit\u00e0 dell\u2019amore nella vita e nelle canzoni in fondo era rassicurante per il pubblico. Piaceva agli uomini perch\u00e9 non li spaventava come altre protagoniste molto pi\u00f9 erotiche, e alle donne perch\u00e9 sembrava a portata di mano, una compagna di scuola, facilmente imitabile con quella pettinatura sempre uguale, e pi\u00f9 vicina alle esistenze di tutte per quell\u2019essere costantemente sconfitta nel grande amore altalenante col collega Jacques Dutronc, rapporto durato per altro &#8211; e declinato in diverse modalit\u00e0 &#8211; la vita intera.<\/p>\n<figure id=\"attachment_42000\" aria-describedby=\"caption-attachment-42000\" style=\"width: 234px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/?attachment_id=42000\" rel=\"attachment wp-att-42000\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-42000\" src=\"http:\/\/www.sandrapetrignani.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/download-4.jpg\" alt=\"\" width=\"234\" height=\"338\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-42000\" class=\"wp-caption-text\">Con Mick Jagger<\/figcaption><\/figure>\n<p>Aveva insomma l\u2019aria della brava ragazza di buona famiglia, disinteressata a distruggere coppie altrui, introversa e ripiegata nei suoi personali dolori sentimentali. Anche se poi di lei s\u2019innamoravano tanti protagonisti della musica pop e rock di quel periodo artistico e ribollente, da Bob Dylan a John Lennon, da Mick Jagger a David Bowie, allora giovanissimi. Si racconta che Dylan fosse talmente cotto \u2013 si era innamorato di una fotografia, non l\u2019aveva ancora mai incontrata di persona \u2013 che si mise a scriverle lettere appassionate, senza mai spedirle. Lei era gi\u00e0 esplosa con <em>Tous les gar\u00e7ons<\/em>, lui si arrabattava ancora suonando nei club. Si era trasferito dal Minnesota a New York e andava a lavorare in un baretto del Village dove aveva fatto il suo studio lasciando su un tavolino la macchina da scrivere. Scriveva appunti, poesie, testi di canzoni e le lettere a quella ragazza francese che lo aveva incantato con la sua malinconia e il suo broncio, perch\u00e9 non occorre conoscersi, quando si ama, non importa la distanza geografica, scriveva, perch\u00e9 lui aveva capito tutto lo stesso, tutto quello che lei aveva nel fondo segreto del cuore&#8230; Poi le accartocciava quelle pagine e le lasciava in giro. Per fortuna che il preveggente proprietario del bar raccoglieva ogni scartoffia e conservava\u2026 C\u2019\u00e8 una foto, che li vede insieme Bob e Fran\u00e7oise, era il 1966. Dylan suona a Parigi, Hardy corre al concerto, ma resta delusa: \u00e8 talmente magro che sembra malato, e poi suona malissimo, rauco, incomprensibile. Il pubblico lo fischia. Lui si scoccia, lascia il palcoscenico prima di finire la serata e si ritira in camerino. Allora gli dicono che c\u2019\u00e8 Fran\u00e7oise Hardy in sala e cos\u00ec la manda a chiamare, la invita a una festa, ma lei capisce a stento l\u2019inglese di quel ragazzo scontroso e stanno zitti tutto il tempo. Lo segue, s\u00ec, nella suite del suo albergo per ascoltare <em>Just like a Woman<\/em>\u00a0e\u00a0<em>I Want You<\/em>, ma non si sa chi fa il broncio pi\u00f9 lungo, e non succede niente di intimo. Come si vede nella foto: lui guarda per terra, lei nel vuoto, disorientata. No, non va, e il grande amore finisce l\u00ec.<\/p>\n<figure id=\"attachment_42001\" aria-describedby=\"caption-attachment-42001\" style=\"width: 260px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/?attachment_id=42001\" rel=\"attachment wp-att-42001\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-42001\" src=\"http:\/\/www.sandrapetrignani.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/download-5.jpg\" alt=\"\" width=\"260\" height=\"194\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-42001\" class=\"wp-caption-text\">Con Bob Dylan<\/figcaption><\/figure>\n<p>Anche perch\u00e9 Fran\u00e7oise \u00e8 tipo da un\u2019unica passione travolgente per tutta la vita, l\u2019ha raccontato in un libro, <em>L\u2019amore folle<\/em>, che fu tradotto da noi per Clichy ma ora \u00e8 introvabile. Il suo uomo ideale si chiamava Jacques Dutronc, biondino, occhi chiarissimi, aria tormentata, appena pi\u00f9 basso di lei. Ma ai tempi dell\u2019incontro con Dylan non se n\u2019\u00e8 ancora innamorata, perch\u00e9 quando l\u2018ha conosciuto l\u2019ha trovato \u201cbruttino\u201d e poi stava per sposare un altro, un fotografo, Jean-Marie P\u00e9rier. Per\u00f2 dura poco, \u00e8 un matrimonio lampo e, quando rincontra Dutronc, che intanto ha avuto successo con il <em>rock psichedelico<\/em> e il <em>garage rock<\/em> (pi\u00f9 tardi diventer\u00e0 un attore affermato) scocca la scintilla. \u00c8 la fine del 1967 e mentre a Parigi scoppia il \u201868, loro vanno a viversi l\u2019idillio in Corsica. Nel tempo, nel \u201973, faranno un figlio, Thomas, oggi musicista e attore lui pure, e nell\u201981 si sposeranno in uno dei tanti andirivieni del rapporto, perch\u00e9 Dutronc \u00e8 uno di quegli uomini inquieti che hanno bisogno di conferme seduttive e la tradisce in continuazione (famoso il flirt con Romy Schneider sul set del film <em>L\u2019importante \u00e8 amare<\/em>, del 1975). Ma, appunto, \u201cl\u2019importante \u00e8 amare\u201d e Fran\u00e7oise lo perdona e anche quando decidono di separarsi alla fine degli anni Ottanta, restano in contatto, pi\u00f9 che in contatto, passano tutte le estati insieme e, nella malattia, un cancro che si ripresenta sotto varie forme fino a ucciderla, lui c\u2019\u00e8, la chiama regolarmente dalla Corsica, dove si \u00e8 radicato, si vedono e sono affettuosamente uno accanto all\u2019altra e accanto al figlio. Sar\u00e0 Thomas a dare l\u2019annuncio, l\u201911 giugno scorso, della scomparsa di Fran\u00e7oise Hardy su Instagram: \u201cMaman est partie\u2026\u201d<\/p>\n<figure id=\"attachment_42002\" aria-describedby=\"caption-attachment-42002\" style=\"width: 298px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/?attachment_id=42002\" rel=\"attachment wp-att-42002\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-42002\" src=\"http:\/\/www.sandrapetrignani.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/images-3.jpg\" alt=\"\" width=\"298\" height=\"169\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-42002\" class=\"wp-caption-text\">Con Jacques Dutronc<\/figcaption><\/figure>\n<p>Ma che bambina era stata, che cosa aveva fatto di lei quel che poi \u00e8 diventata? Veniva da un\u2019infanzia complicata. Era nata in tempi di guerra, il 17 gennaio del \u201944 da una donna di famiglia piccolo borghese che si chiamava Madeleine Hardy e aveva una storia con Pierre Dillard, benestante, ma gi\u00e0 sposato e che poco si \u00e8 occupato, anche economicamente, della sua seconda famiglia (dopo la primogenita, la coppia ha avuto un\u2019altra figlia, Mich\u00e8le). Leggenda vuole che nel giorno della nascita di Fran\u00e7oise, tremassero i vetri della clinica per un\u2019allerta aerea e la futura cantante vedeva in questo la ragione lontana del suo \u201ctemperamento ansioso in modo esagerato\u201d. Ma certo la situazione non aiutava a crescere serenamente. Le due bambine vivevano da povere in un appartamento di due stanze, insieme alla madre che intanto si era messa con un barone austriaco pure lui gi\u00e0 sposato. Il padre le aveva iscritte a delle buone scuole, ma poi si dimenticava di pagare la retta e questo causava grande vergogna nelle figlie.<\/p>\n<p>\u00c8 per caso che Fran\u00e7oise trova la sua strada: un giorno ascolta alla radio cantanti che le piacciono, si fa regalare una chitarra, prende lezioni di musica, fa provini con Johnny Hallyday che funzionano. E poi esplode, giovanissima, in Francia e nel mondo. Sempre fedele a se stessa. Canta l\u2019amore, la felicit\u00e0 di un incontro, la difficolt\u00e0 di dirsi addio, senza essere banale, quieta e distante dal proprio strepitoso successo. Presto abbandona i faticosissimi concerti. Fonda sue case discografiche, dice pi\u00f9 volte addio al canto, ma torna sempre a cantare. E intanto coltiva altri interessi, la psicologia, l\u2019astrologia, per capire se stessa prima di tutto, per andare a fondo del mistero che siamo. \u00c8 amica di altri artisti, Jane Birkin in particolare, Serge Gainsburg, George Moustaki.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/?attachment_id=42003\" rel=\"attachment wp-att-42003\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-42003 alignleft\" src=\"http:\/\/www.sandrapetrignani.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/images-4.jpg\" alt=\"\" width=\"275\" height=\"183\" \/><\/a>E intanto scrive su ritmi lenti o rock: \u201cCi sto, per il cinema, ci sto per andare a ballar, ma non contar su me per venire da te\u201d, oppure: \u201cAppena tu vieni da me a sussurrar mille parole che capir non sapr\u00f2 mai, \u00e8 all\u2019amor che fai pensar, a quell\u2019amor che io sognai\u2026\u201d, e canta anche <em>Il ragazzo della via Gluck <\/em>di Celentano, o grida a qualcuno che le preferisce un\u2019altra: \u201cE gi\u00e0, io mi annoio con gli altri, per\u00f2, sola cosa farei, tu sei con lei. Ma, se mi vuoi, sono tua un\u2019altra volta. Caro guardami ed ascolta: io ti amo ti amo ti amo!\u201d<\/p>\n<p>Poi, nel 2004, cominciano i problemi di salute, quel cancro subdolo che la tormenter\u00e0, per vent\u2019anni, perch\u00e9 quando sembra superato, torna e torna sotto varie forme. Allora scrive <em>Le large<\/em> (Prendere il largo, 2018) in puro stile Hardy: \u201cAlla fine, quando prender\u00f2 il largo, tutto andr\u00e0 bene, tutto sar\u00e0 lontano, dammi la mano, non vorr\u00f2 altro che te\u201d. E nel video si vede un bambino che accarezza su uno schermo il viso di Fran\u00e7oise giovane con la frangia e i capelli lisci e Fran\u00e7oise quasi ottantenne coi capelli bianchi. Sempre unica, speciale, bellissima. Qualcuno aveva sostenuto che era la donna pi\u00f9 bella del mondo: lei si era semplicemente messa a ridere. Perch\u00e9 come aveva scritto in un\u2019altra canzone, del 1962, <em>Io capirti vorrei<\/em> non voleva essere la pi\u00f9 bella, ma non essere dimenticata: \u00abTutto ci\u00f2 che vorrei \u00e8 restare per te come un ricordo che mai, mai pi\u00f9 potrai scordar\u201d. E probabilmente ci \u00e8 riuscita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"synved-social-container synved-social-container-share\" style=\"text-align: center\"><a class=\"synved-social-button synved-social-button-share synved-social-size-24 synved-social-resolution-normal synved-social-provider-facebook nolightbox\" data-provider=\"facebook\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"Condividi su Facebook\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.sandrapetrignani.it%2Findex.php%3Frest_route%3D%252Fwp%252Fv2%252Fposts%252F41996&#038;t=Generazione%20Hardy%20%28Il%20Foglio%2015%2F6%2F24%29&#038;s=100&#038;p&#091;url&#093;=https%3A%2F%2Fwww.sandrapetrignani.it%2Findex.php%3Frest_route%3D%252Fwp%252Fv2%252Fposts%252F41996&#038;p&#091;images&#093;&#091;0&#093;=https%3A%2F%2Fwww.sandrapetrignani.it%2Fwp-content%2Fuploads%2F2024%2F06%2Fimages-4.jpg&#038;p&#091;title&#093;=Generazione%20Hardy%20%28Il%20Foglio%2015%2F6%2F24%29\" style=\"font-size: 0px; 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