{"id":42195,"date":"2025-04-11T17:29:25","date_gmt":"2025-04-11T15:29:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/?p=42195"},"modified":"2025-04-11T17:32:02","modified_gmt":"2025-04-11T15:32:02","slug":"la-cosa-piu-interessante-della-vita-e-lamore-ilfoglio-11-4-25","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/?p=42195","title":{"rendered":"La cosa pi\u00f9 interessante della vita \u00e8 l&#8217;amore (ilFoglio, 11\/4\/25)"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_42196\" aria-describedby=\"caption-attachment-42196\" style=\"width: 273px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/?attachment_id=42196\" rel=\"attachment wp-att-42196\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-42196\" src=\"http:\/\/www.sandrapetrignani.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/download.jpg\" alt=\"\" width=\"273\" height=\"190\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-42196\" class=\"wp-caption-text\">Elisabetta Rasy<\/figcaption><\/figure>\n<p>Nell\u2019ultimo periodo della sua vita Raffaele La Capria, detto Dudd\u00f9 o Dud\u00f9, leggeva e rileggeva <em>I fratelli Karamazov<\/em> e altri libri di Dostoevskij, poich\u00e9 pensava che l\u2019epoca del romanzo fosse finita e tutte quelle definizioni di romanzo sulle copertine dei contemporanei fossero per la maggior parte un falso. \u00abPerch\u00e9 lui pensava al romanzo come forma simbolica\u00bb spiega Elisabetta Rasy nel suo nuovo libro <em>Perduto \u00e8 questo mare<\/em> (Rizzoli) \u201ce dunque che scrivere un romanzo non vuol dire solo raccontare una storia, ma creare una rete in cui afferrare la realt\u00e0, e che un romanziere non \u00e8 semplicemente un narratore di storie, e che a una storia non basta una trama o dei personaggi per essere un romanzo\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/?attachment_id=42198\" rel=\"attachment wp-att-42198\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-42198 alignright\" src=\"http:\/\/www.sandrapetrignani.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/download-1-1.jpg\" alt=\"\" width=\"128\" height=\"196\" \/><\/a>Invece <em>Perduto \u00e8 questo mare<\/em>, che deve il titolo proprio a La Capria &#8211; e precisamente al pellegrinaggio da lui narrato in <em>Capri e non pi\u00f9 Capri<\/em> &#8211; \u00e8 un romanzo, e un romanzo molto bello, sotto vari punti di vista. \u00c8 infatti un\u2019opera contemporanea nello scegliere sfacciatamente la forma autobiografica, ma evita di scadere nell\u2019autofiction sempre un po\u2019 scandalosa e pettegola, perch\u00e9 sa catturare la realt\u00e0 e insieme ergersi a simbolo. Simbolo di tante cose: del complesso rapporto di una bambina, poi donna, con il padre, anzi con diversi padri; della perdita di una citt\u00e0, a sua volta simbolo di spensieratezza, infanzia, felicit\u00e0, e poi distruzione e decadenza; del tempo, che inesorabile trascorre, lasciando cumuli di macerie. Il tempo che modifica lo spazio \u201ce questa non \u00e8 una formula scientifica ma una precisa cognizione dell\u2019anima\u201d. La citt\u00e0 \u00e8 Napoli e quel suo mare un tempo frequentabile dove la piccola Elisabetta scorrazzava mano nella mano con un pap\u00e0 affascinante e festoso, imparava a nuotare, guardava gli adulti giocare a carte, intrecciava le sue prime amicizie. Poi nel 1963 l\u2019incanto si rompe. La madre lascia il marito diventato sciatto e incomprensibile, disordinato e perdigiorno. Da un momento all\u2019altro fa la valigia e scappa a Roma portando la figlia adolescente con s\u00e9. C\u2019\u00e8 una frattura netta, carica di conseguenze nel destino che verr\u00e0, ma forse c\u2019\u00e8 anche salvezza.<\/p>\n<figure id=\"attachment_42197\" aria-describedby=\"caption-attachment-42197\" style=\"width: 219px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/?attachment_id=42197\" rel=\"attachment wp-att-42197\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-42197\" src=\"http:\/\/www.sandrapetrignani.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/download-1.jpg\" alt=\"\" width=\"219\" height=\"142\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-42197\" class=\"wp-caption-text\">Raffaele La Capria<\/figcaption><\/figure>\n<p>Molto forte il leitmotiv del profetico film di Rosi, <em>Le mani sulla citt\u00e0<\/em>, che \u00e8 del \u201963 e dice lo scempio edilizio di Napoli. Passa e ripassa con diverse evocazioni fra le pagine del libro come una ferita dolorosissima e come un monito. E poi c\u2019\u00e8 la figura di Dud\u00f9, signorile, malinconica, dolcissima. Un altro padre? No, non proprio. Scrive Rasy: \u201cLa radice perduta, quella radice n\u00e9 sentimentale n\u00e9 folcloristica ma legata a una stagione mitica dell\u2019esperienza, divenne l\u2019anello pi\u00f9 forte della catena della nostra amicizia\u201d. Pi\u00f9 amico, dunque, o fratello maggiore, qualcuno che come la protagonista ama la letteratura e ha sofferto la rovina dello stesso mare perduto, che \u201cnon era forse il paradiso, ma quasi\u201d. E poi, quasi in sordina, lontano dalla laurea in Storia dell\u2019Arte, un incontro inaspettato a piazza di Spagna, con il professore Cesare Brandi, non esattamente un padre neanche lui, ma quasi, perch\u00e9 era un Maestro, \u201cnon trasmetteva insegnamenti, era un insegnamento\u201d. Parlano di tante cose, e alla fine la sorprende dicendo: \u201cMa ricordi: la cosa pi\u00f9 interessante della vita \u00e8 l\u2019amore\u201d. E risuona una domanda che La Capria le ha fatto fino alla morte: \u201cChi hai amato? Chi hai amato di pi\u00f9 nella tua vita?\u201d<\/p>\n<p>Il lettore comune non se ne accorge, e non deve accorgersene, ma il lettore professionista non pu\u00f2 non sentire a orecchio quanto ogni parola sia scelta e cesellata nel disegno complessivo con una cura appassionata. Non potrebbe insomma non essere che quella parola. \u00c8 un altro modo, questo, che hanno gli scrittori per dare \u201cforma simbolica\u201d alle loro opere e insieme essere fedeli alla propria unica voce. E anche questo, direi, per chi ama la letteratura non \u00e8 \u201cil paradiso, ma quasi\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"synved-social-container synved-social-container-share\" style=\"text-align: center\"><a class=\"synved-social-button synved-social-button-share synved-social-size-24 synved-social-resolution-normal synved-social-provider-facebook nolightbox\" data-provider=\"facebook\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"Condividi su Facebook\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.sandrapetrignani.it%2Findex.php%3Frest_route%3D%252Fwp%252Fv2%252Fposts%252F42195&#038;t=La%20cosa%20pi%C3%B9%20interessante%20della%20vita%20%C3%A8%20l%E2%80%99amore%20%28ilFoglio%2C%2011%2F4%2F25%29&#038;s=100&#038;p&#091;url&#093;=https%3A%2F%2Fwww.sandrapetrignani.it%2Findex.php%3Frest_route%3D%252Fwp%252Fv2%252Fposts%252F42195&#038;p&#091;images&#093;&#091;0&#093;=https%3A%2F%2Fwww.sandrapetrignani.it%2Fwp-content%2Fuploads%2F2025%2F04%2Fdownload-1-1.jpg&#038;p&#091;title&#093;=La%20cosa%20pi%C3%B9%20interessante%20della%20vita%20%C3%A8%20l%E2%80%99amore%20%28ilFoglio%2C%2011%2F4%2F25%29\" style=\"font-size: 0px; 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