{"id":42330,"date":"2026-01-24T20:17:11","date_gmt":"2026-01-24T18:17:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/?p=42330"},"modified":"2026-01-24T20:20:40","modified_gmt":"2026-01-24T18:20:40","slug":"elsa-la-favolosa-foglio-24-gennaio-26","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/?p=42330","title":{"rendered":"Elsa, la favolosa (Foglio, 24\/1\/ 26)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/?attachment_id=42332\" rel=\"attachment wp-att-42332\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-42332 alignright\" src=\"http:\/\/www.sandrapetrignani.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/mosce1-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/mosce1-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/mosce1-683x1024.jpg 683w, https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/mosce1-768x1152.jpg 768w, https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/mosce1-1024x1536.jpg 1024w, https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/mosce1-1366x2048.jpg 1366w, https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/mosce1-700x1050.jpg 700w, https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/mosce1.jpg 1654w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a>Mi ha sempre meravigliata che in un ambiente litigioso e pronto a dividersi come quello artistico, su Elsa Morante abbia regnato senza ombre un consenso unanime. Critici e lettori le hanno assegnato una volta per tutte la corona di \u201cpi\u00f9 grande scrittrice italiana\u201d e nessuno si \u00e8 mai preso il disturbo di spostarla sulla testa di un\u2019altra. Certo a lei questo non bastava. Lei pretendeva di essere riconosciuta come il pi\u00f9 grande scrittore in assoluto. Anzi detestava essere definita scrittrice, si sentiva defraudata di una gloria &#8211; maschile &#8211; che avrebbe dovuto spettarle di diritto. Del resto, come ricorda Ren\u00e9 De Ceccatty nella biografia <em>Elsa Morante, una vita per la letteratura<\/em>, tradotta dal francese pochi anni fa da Neri Pozza, lei stessa confessava un \u201cantico e inguaribile desiderio di essere un ragazzo\u201d. E per questo si era messa a scrivere a un certo punto <em>L\u2019isola di Arturo<\/em>, fra i suoi romanzi da tutti forse il pi\u00f9 amato: per vivere finalmente nei panni di un uomo. Perch\u00e9 sosteneva: \u201cNon ho mai conosciuto una donna veramente intelligente\u201d. Nemmeno la grande amica Natalia Ginzburg a suo parere lo era, Natalia cui doveva la pubblicazione dei suoi libri da Einaudi, Natalia che riusc\u00ec a vincere le resistenze di Italo Calvino, il quale reputava Ginzburg \u2013 non Morante \u2013 una scrittrice significativa. Ma i suoi duri giudizi restavano nel segreto delle lettere editoriali e Elsa riusciva persino a non cogliere le sue critiche camuffate da notazioni gentili nei loro scambi verbali. Ci fu, s\u00ec, una levata di scudi contro di lei quando fu pubblicato <em>La Storia<\/em> nel \u201974, meganarrazione tradizionalissima, decisamente controcorrente in anni ancora dominati dal Gruppo \u201963 che aveva decretato la morte del romanzo. Persino l\u2019amico Pier Paolo Pasolini, da lei scoperto e imposto, la stronc\u00f2. Ma forse fu solo una vendetta perch\u00e9 non si era sentito capito in un suo devastante dolore sentimentale. Erano tempi cos\u00ec, tempi molto passionali. Sulla <em>Storia<\/em>, poi, in tanti si sono ricreduti, e perci\u00f2, Calvino a parte, davvero non ricordo nessuno che abbia messo in discussione il primato Morante. Tanto \u00e8 vero che su di lei non si smette di scrivere osannandola. E i manuali scolastici prendono praticamente soltanto la Elsa nazionale in seria considerazione rispetto a tante esimie colleghe. persino in tempi di approfondite rivalutazioni femminili e femministe.<\/p>\n<figure id=\"attachment_42333\" aria-describedby=\"caption-attachment-42333\" style=\"width: 270px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/?attachment_id=42333\" rel=\"attachment wp-att-42333\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-42333\" src=\"http:\/\/www.sandrapetrignani.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/3309065-8ahlyi-Album-Morante-a-cura-di-Emanuele-Dattilo-Einaudi-editore-dettaglio-di-copertina-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"270\" height=\"270\" srcset=\"https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/3309065-8ahlyi-Album-Morante-a-cura-di-Emanuele-Dattilo-Einaudi-editore-dettaglio-di-copertina-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/3309065-8ahlyi-Album-Morante-a-cura-di-Emanuele-Dattilo-Einaudi-editore-dettaglio-di-copertina-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/3309065-8ahlyi-Album-Morante-a-cura-di-Emanuele-Dattilo-Einaudi-editore-dettaglio-di-copertina-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/3309065-8ahlyi-Album-Morante-a-cura-di-Emanuele-Dattilo-Einaudi-editore-dettaglio-di-copertina-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/3309065-8ahlyi-Album-Morante-a-cura-di-Emanuele-Dattilo-Einaudi-editore-dettaglio-di-copertina-550x550.jpg 550w, https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/3309065-8ahlyi-Album-Morante-a-cura-di-Emanuele-Dattilo-Einaudi-editore-dettaglio-di-copertina-1000x1000.jpg 1000w, https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/3309065-8ahlyi-Album-Morante-a-cura-di-Emanuele-Dattilo-Einaudi-editore-dettaglio-di-copertina-700x700.jpg 700w, https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/3309065-8ahlyi-Album-Morante-a-cura-di-Emanuele-Dattilo-Einaudi-editore-dettaglio-di-copertina.jpg 1300w\" sizes=\"(max-width: 270px) 100vw, 270px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-42333\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;Album Morante<\/figcaption><\/figure>\n<p>Tant\u2019\u00e8. Nemmeno il suo pessimo carattere &#8211; di cui il marito Alberto Moravia, pag\u00f2 le spese pi\u00f9 consistenti &#8211; ha mai raffreddato gli animi. Un carattere che fece fuggire a gambe levate numerosi amici, che mai per\u00f2 dismisero l\u2019ammirazione per la sua scrittura. Fra quelli che si allontanarono ci fu, per esempio, Alfonso Berardinelli che in un intervento poi raccolto ne <em>Il critico come intruso<\/em> (Le Lettere) ebbe a dire elegantemente: \u201cNell\u2019amicizia con Elsa le cose peggiori avvenivano quando in lei l\u2019impazienza del poeta si univa alla chiaroveggenza del romanziere. Allora ci vedeva come personaggi di romanzo, vedeva in noi il legame necessario fra carattere e destino. Ma chi sopporta di sapere qual \u00e8 davvero il suo carattere e destino?\u201d<\/p>\n<p>Altri sono stati assai meno discreti rivelando maltrattamenti e umiliazioni in pubblico. Ma sono aneddoti risaputi. Quando qualcuno o qualcosa la scandalizzava, mi raccont\u00f2 un giorno Elio Pecora, non lasciava correre. Interveniva. E con violenza. Mettiamo che a un tavolo vicino, al ristorante, le capitasse di ascoltare la conversazione fra due razzisti. Li affrontava. Li distruggeva con un diluvio di parole urlate e di ragionamenti inoppugnabili. Persino i pochi che accettava di frequentare regolarmente, temevano di fare o dire qualcosa che avrebbe potuto scatenare le sue furie. Bastava non essere autentici, semplici, diretti come esigeva lei. Bastava apprezzare un libro o un autore che lei disprezzava. E si cadeva in disgrazia, e si diventava il capro espiatorio della serata. E guai se gli altri, i presenti, provavano a difendere il reietto. La situazione peggiorava e stavano male tutti. Per questo alcuni pur essendo da lei amatissimi, l\u2019hanno abbandonata, hanno rinunciato a un certo punto alla sua amicizia stanchi di mantenersi all\u2019altezza di cos\u00ec severe richieste, stremati, vinti. Perch\u00e9 la sua amicizia, parlare con lei, concluse Elio, che ne ha anche scritto ne <em>Il libro degli amici<\/em> (Neri Pozza): \u201cEra una specie di terapia linguistica, emotiva, morale e concettuale, nonch\u00e9, naturalmente, estetica\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/?attachment_id=42334\" rel=\"attachment wp-att-42334\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-42334 alignleft\" src=\"http:\/\/www.sandrapetrignani.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/i__id8338_mw300_mh500__1x-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/i__id8338_mw300_mh500__1x-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/i__id8338_mw300_mh500__1x.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a>Fece eccezione per tutta la vita la molto pi\u00f9 giovane Patrizia Cavalli, scoperta e imposta dalla stessa Morante. Forse perch\u00e9 anche Patrizia, come Elsa, era incapace di diplomazia, autentica fino alla sgradevolezza a volte. L\u2019<em>Album Morante<\/em> (Einaudi) che ha visto finalmente la luce il mese scorso grazie alla cura di Emanuele Dattilo, sull\u2019onda del quarantennale della morte della scrittrice, era stato progettato dagli amici nel lontano 1985, il 25 novembre, si dice, giorno del suo funerale, e affidato proprio a Cavalli. Una sorta di biografia per immagini della Morante \u2013 molte mai viste prima, nascoste nelle case di vari conoscenti, sepolte negli archivi delle agenzie fotografiche, dei giornali \u2013 e commentate da citazioni indirette, prese dai suoi corrispondenti nell\u2019epistolario, o da riflessioni di altri su di lei. Ma Patrizia Cavalli viveva il compito troppo emotivamente e non era mai riuscita a portarlo a termine. \u00c8 un\u2019opera preziosa che ha forse solo il difetto di non contemplare la parte finale dell\u2019esistenza dell\u2019artista, fermandola per sempre in un\u2019immagine di bellezza e giovinezza che lei avrebbe per\u00f2 senz\u2019altro gradito.<\/p>\n<p>E ancora di Morante si parla nell\u2019ultimo libro di Renzo Paris, <em>La favolosa Elsa<\/em> che chiude una trilogia pubblicata dalla casa editrice Eliot dedicata precedentemente ad Amelia Rosselli e a Laura Betti. Interessante e nuovo l\u2019approccio di Paris \u2013 che pat\u00ec anch\u2019egli il ripudio per via della grave colpa di essere amico di Moravia \u2013 perch\u00e9 non \u00e8 un\u2019ennesima biografia, n\u00e9 una lettura critica della sua opera. \u00c8 invece la storia personalissima e dolorosa della malattia handicappante di un figlio in seguito a un incidente, che si alterna alle apparizioni favolose della grande amica scomparsa. Come disse una volta Moravia, infatti, c\u2019era in lei \u201cqualcosa di estremo, di straziante e passionale\u201d che la rendeva particolarmente sensibile alla sofferenza del prossimo. Non si pu\u00f2 dimenticare che in <em>Menzogna e sortilegio<\/em>, il romanzo che la impose nel \u201948, a trentasei anni, il suo alter ego Elisa, voce narrante, afferma: \u201cBisogna sapere che io, per mia sorte, fui sempre di quelli che s\u2019innamorano in modo eccessivo e inguaribile, e dei quali nessuno mai s\u2019innamora. Mia madre era stata il primo, e il pi\u00f9 grave, dei miei amori infelici\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/?attachment_id=42337\" rel=\"attachment wp-att-42337\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-42337 alignright\" src=\"http:\/\/www.sandrapetrignani.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/9788854518483_0_0_424_0_75-1-194x300.jpg\" alt=\"\" width=\"170\" height=\"263\" srcset=\"https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/9788854518483_0_0_424_0_75-1-194x300.jpg 194w, https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/9788854518483_0_0_424_0_75-1.jpg 424w\" sizes=\"(max-width: 170px) 100vw, 170px\" \/><\/a>Ecco rivelato in modo schietto e diretto il nodo segreto di una personalit\u00e0. Quel \u201cprimo amore infelice\u201d permea l\u2019esistenza e la produzione di Elsa Morante ed \u00e8 semmai sorprendente che proprio lei, cos\u00ec dichiaratamente sprezzante verso le donne, vada con la sua opera a illuminare il complesso rapporto madre-figlia, e non solo: femminilit\u00e0-creazione, donna-maternit\u00e0, il dono della vita come consegna alla morte. Nel saggio sul Beato Angelico, in <em>Pro o contro la bomba atomica<\/em> parla esplicitamente di \u201ccroce materna che inchioda noi tutti\u201d, mentre nel suo romanzo a mio parere pi\u00f9 bello perch\u00e9 pi\u00f9 moderno, <em>Aracoeli<\/em> del 1982, afferma: \u201cVivere significa: l\u2019esperienza della separazione\u201d. Il momento in cui si viene al mondo coincide con l\u2019inizio del percorso verso la morte e la madre \u00e8 l\u2019indiscussa sacerdotessa del mistero dell\u2019esistenza. Se ci pensiamo, tutta l\u2019opera di Elsa Morante ruota intorno allo stesso perno, su uno stesso disperato tema elaborato con la maestria e la fiducia nel narrare di uno scrittore ottocentesco, uno scrittore profondamente realista malgrado le forti derive fiabesche, capace di grandi architetture, complesse macchine sceniche, intricate relazioni fra diversi e numerosi personaggi.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/?attachment_id=42338\" rel=\"attachment wp-att-42338\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-42338 alignleft\" src=\"http:\/\/www.sandrapetrignani.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Elsa-Morante-2-194x300-2.gif\" alt=\"\" width=\"194\" height=\"300\" \/><\/a>\u201cL\u2019amicizia con Elsa Morante dur\u00f2 nove anni, dal 1965 al 1974\u201d racconta Paris nel suo libro. In realt\u00e0, aggiunge, s\u2019interruppe &#8211; per volere di lei &#8211; senza mai interrompersi dentro di lui, perch\u00e9 Elsa era una donna di menzogne e sortilegi e il sortilegio della sua presenza \u00e8 diventato tanto pi\u00f9 presente nella vita di Renzo dopo la sua morte e accanto al letto del figlio colpito nel corpo e nella mente. \u201cQuando l\u2019ho conosciuta, aveva abbandonato i vestiti dell\u2019eleganza borghese. Preferiva indossare, come una zingara andalusa, gonne lunghe e preferibilmente scure, fino a coprire i piedi. Gli scialli colorati, annodati in gola, coprivano i ciuffi di capelli bianchi che la ossessionavano fin da ragazza. Gli occhi miopi le davano un\u2019aria trasognata. Il cambio del look proveniva dal suo nuovo stato. Nei primi anni Sessanta del secolo scorso, Moravia le aveva lasciato [per trasferirsi con Dacia Maraini sul Lungotevere della Vittoria] il suo appartamento di due piani in via dell\u2019Oca 27, accanto a piazza del Popolo\u201d che lei divideva con i suoi amati gatti, Micifuz, Minna, Tit, Useppe, Milarepa&#8230; cui attribuiva un solo cognome inventato, Mandulino, napoletano e musicale.<\/p>\n<p>Il sortilegio era quello che esercitava sugli altri e <em>La favolosa Elsa<\/em> ne racconta molti dettagli inquietanti, soffermandosi soprattutto sulla devastazione che il rapporto e poi l\u2019allontanamento imposto dalla scrittrice provoc\u00f2 sul poeta Dario Bellezza, che aveva commesso l\u2019errore di scrivere un romanzo, <em>Angelo<\/em>, a lei sgraditissimo. La menzogna sono i veri motivi per cui quella donna complicata poteva cambiare atteggiamento verso le persone e da madre protettiva trasformarsi in una strega implacabile. Per sciogliere un simile enigma non bastano le pagine suggestive di uno scrittore, ci sarebbe voluto lo psicanalista che sicuramente Elsa evitava come la peste, essendo chiusa a qualsiasi scandaglio interiore che non fosse quello letterario. Ma forse c\u2019\u00e8 una menzogna iniziale nel suo destino che pu\u00f2 spiegare qualcosa, quello dei due padri. Di chi era davvero figlia Elsa, di chi i suoi due fratelli, Aldo e Marcello e la sorellina Maria? Di Augusto Morante, probabilmente omosessuale, padre anagrafico, o dello \u201czio\u201d siciliano Ciccio Lo Monaco che si tratteneva spesso a Roma da loro e diceva stranezze come: \u201cHa preso da me questa bambina\u201d? Se poi lei avrebbe conservato il pi\u00f9 fiabesco cognome Morante non \u00e8 di sicuro perch\u00e9 ignorasse la verit\u00e0, ma perch\u00e9 aveva sempre dato pi\u00f9 importanza alla bellezza che alla realt\u00e0 delle cose.<\/p>\n<figure id=\"attachment_42339\" aria-describedby=\"caption-attachment-42339\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/?attachment_id=42339\" rel=\"attachment wp-att-42339\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-42339\" src=\"http:\/\/www.sandrapetrignani.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/images-1-300x164.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"164\" srcset=\"https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/images-1-300x164.jpg 300w, https:\/\/www.sandrapetrignani.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/images-1.jpg 303w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-42339\" class=\"wp-caption-text\">Giulia Caminito<\/figcaption><\/figure>\n<p>Infine vorrei concludere questo excursus nei sortilegi morantiani rileggendo il capitolo a lei dedicato nel volume <em>Amatissime<\/em> di Giulia Caminito, riproposto da Bompiani nello scorso settembre e uscito in prima edizione per Perrone tre anni fa. Tanto per lasciarsi incantare ancora un po\u2019 dalla malia della favolosa Elsa e inseguirla nella lettura di una giovane scrittrice (Caminito \u00e8 nata nel 1988). \u201cSono cresciuta con una grande fotografia di Elsa Morante appesa in casa\u201d \u00e8 l\u2019incipit. Infatti l\u2019amore per Morante le viene direttamente da sua madre, che ne era una lettrice appassionata e all\u2019autrice de <em>La Storia<\/em> aveva dedicato la tesi di laurea. Certe ossessioni letterarie, a volte, passano di madre in figlia. E poi per Giulia si \u00e8 trattato anche di <em>capricci del destino<\/em>, tanto per complicare le cose citando un titolo di un\u2019altra grandissima, Karen Blixen, che per\u00f2 ora non c\u2019entra. Il destino ha voluto che, ventenne, andando con due amiche a vivere per conto suo sia finita in un condominio al quartiere Testaccio proprio dove aveva abitato Elsa Morante e dove ora c\u2019\u00e8 una targa che la ricorda. E poi di nuovo si \u00e8 ritrovata dopo qualche anno a salire le stesse scale per raggiungere una psicanalista che, guarda caso, proprio l\u00ec aveva il suo studio. Per Giulia Caminito, comunque, Elsa Morante \u00e8 senza se e senza ma \u201cla pi\u00f9 grande scrittrice del nostro Novecento\u201d. Avrei da ridire, opponendole la mia pi\u00f9 amata Natalia Ginzburg, e per\u00f2 aggiunger\u00f2 solo che agli scrittori non si dovrebbero assegnare medaglie come si fa nelle gare sportive obbligando i primi tre a salire su gradini di diverso livello, e che ognuno ha diritto a scegliere per s\u00e9 i preferiti senza stabilire confronti che lasciano il tempo che trovano.<\/p>\n<p>Mi fa comunque piacere, per\u00f2, che la terribile Elsa, vittima di amori non ricambiati, sia stata vendicata da un pubblico innamorato che la rincorre e l\u2019apprezza sfrenatamente da una generazione all\u2019altra. E qui la lascio ai posteri, spero senza ardue sentenze, con una divertente immagine di lei ragazza che Caminito ricorda nel suo scritto: \u201cSe andava alle feste da ballo indossava abiti scollati e lunghi, ma doveva con questi prendere il tram e attraversare a piedi le piazze, attirando sguardi e qualche risatina; non era brava a ballare e quando capitava sembrava o \u2018un sacco di castagne\u2019 o \u2018una puledra\u2019 intenta a tirare calci e dimenarsi\u201d. Cos\u00ec, tanto per rendere la favolosa una di noi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"synved-social-container synved-social-container-share\" style=\"text-align: center\"><a class=\"synved-social-button synved-social-button-share synved-social-size-24 synved-social-resolution-normal synved-social-provider-facebook nolightbox\" data-provider=\"facebook\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"Condividi su Facebook\" 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